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A Berlino, la nuova mostra dedicata a Helmut Newton

A Berlino, la nuova mostra dedicata a Helmut Newton.

Helmut Newton – Sigourney Weaver

 

A dieci anni dalla sua scomparsa, la Fondazione fotografica berlinese Helmut Newton ha deciso di rendergli onore tramite una nuova esposizione delle sue meravigliose opere.

La Fondazione, creata nel 2003 dallo stesso Newton, è proprio ad un passo dalla stazione di Zoologischer Garten di Berlino, dove l’artista ha preso il treno per fuggire il nazismo nel 1938.

Quando diede vita alla sua Fondazione, donò centinaia di scatti originali custoditi dalla Prussian Cultural Heritage come prestito permanente.

Permanent Loan Section è il titolo della mostra che dal 27 novembre fino a maggio 2015 esporrà il meglio del meglio del celebre fotografo in 200 scatti, tra conosciuti e inediti. Il percorso espositivo sarà suddiviso in tre sezioni, corrispondenti ai diversi temi: ritratto, nudo e moda. Tra celebri ritratti di personaggi famosi, ci sono: Sigourney Weaver, David Bowie, Catherine Deneuve, Karl Lagerfeld, Isabella Rossellini, Paloma Picasso, commissionati tra gli anni ’70 e ’80 per riviste di moda come Vogue.

 

Helmut Newton – David Bowie
Helmut Newton – David Bowie

 

Per quanto riguarda la stanza dei nudi, sono presenti il famosi Big Nudes a grandezza naturale di Newton, risalenti agli anni 1980 e 1990, realizzati a Parigi, Montecarlo e Nizza.
La fondazione ospita inoltre un’interessante selezione, chiamata “June’s Room” (June è il nome dell’amata moglie) nella quale sarà possibile entrare nella vita privata dell’artista: foto, ingrandimenti di provini, macchine fotografiche e altri oggetti appartenuti al fotografo.

Un’occasione imperdibile per tutti coloro che desiderano scoprire il mondo di quello che non era semplicemente un fotografo, bensì un’icona del mondo della fotografia, uno dei più discussi ed emblematici artisti del ventesimo secolo.

 

Ma chi era Helmut Newton?

Helmut Newton nasce a Berlino nel 1920 da una ricca famiglia borghese di origine ebrea. Il suo vero cognome è Neustädter, Newton è la traduzione letterale dal tedesco all’inglese. L’interesse per la fotografia si manifesta precocemente, tanto che all’età di 12 anni lavora per la famosa fotografa berlinese Yva. Nel 1938 a seguito delle leggi raziali, Newton è costretto a lasciare la Germania e parte per la Cina. A Singapore lavora come fotografo per il Straits Times e poi come fotografo ritrattista. Dopo essere stato deportato dagli inglesi in Australia si arruola nell’esercito australiano. Alla fine della guerra decide di diventare suddito britannico e sposa l’attrice June Browne. Il successo come fotografo di moda arriva quando si occupa del servizio per Vogue Australia pubblicato nel 1952. Riesce così ad ottenere un contratto di 12 mesi con Vogue UK, e si trasferisce per un anno a Londra. Nel ‘61 è la volta Parigi, dove il fotografo ottiene la svolta che cercava: comincia quasi subito a lavorare per French Vogue. Inizia così la sua lunga carriera in ambito fotografico. Collabora con importanti riviste come: Vogue, Marie Claire, Elle, Playboy, Vanity Fair e GQ. Esibisce i suoi scatti in mostre in giro per il mondo a New York, Parigi, Londra, Houston, Mosca, Tokio, Praga e Venezia. Nel 1976 pubblica il suo primo volume di fotografie “White women”, e nel 1996 il ministro della cultura francese gli concede il titolo di Gran Commendatore delle arti e delle lettere. Newton era l’artista che vedeva, come molti, il mondo sotto una luce diversa: “In a twisted way“.

 

 

Il primo a liberarsi dei classici codici delle riviste di moda, dando nuova immagine alla donna, facendo scatti per riviste come Vogue che sembravano tutto tranne i classici servizi patinati del tempo. E’ stato il primo a mostrare in quelle riviste una sottile vena di erotismo associata alla figura femminile. La moda, in questo senso, veniva usata quasi come pretesto, come mezzo per mostrare la sua personale visione, all’epoca totalmente distante dalle altre.

Ha rotto molti tabù, fornendo una nuova immagine femminile: sensuale sì, ma completamente consapevole e padrona del proprio corpo. Una donna forte, una donna indipendente capace di vivere in “Un mondo senza uomini”, come recita appunto il titolo di un suo famoso libro.

 

Helmut Newton – Veruschka von Lehndorff

 

Helmut giocava con il potere della seduzione, tramite una luce cruda, una composizione elaborata e perfettamente in equilibrio, impattante e senza veli come i suoi soggetti. Si autodefiniva “una persona molto pura”, respingendo le accuse delle femministe tedesche che di fronte alle immagini più audaci lo accusavano di pornografia.

Quello che è impresso nel negativo è solo ciò che è presente nella realtà. Il vero erotismo per me è il contrario del nudo integrale; non è espresso dal sesso, ma dal viso”.

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