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Everything is a Remix.Perché la creatività lascia posto al copia-incolla?

Everything is a Remix. Perché la creatività, spesso, lascia posto al copia-incolla?

Perché si risparmiano risorse. Ma si danneggia anche la propria credibilità (pochi se ne rendono conto prima di fare guai). Siamo abituati a fruire i contenuti già confezionati e siamo all’oscuro dei sacrifici necessari per creare un prodotto mediale.

Ovvero un film, una canzone, un testo. Perfino un videogioco. Il prodotto mediale è frutto dell’intelletto umano. Ma le idee scarseggiano, la tentazione è forte: fare copia – incolla è semplice, ed è sempre più diffuso. Così come è diffuso il classico minestrone: prendo un po’ da uno e un po’ da un altro così nessuno se ne accorge.

Certo, copiare in blocco può essere pericoloso. Sono pochi i casi di copia-incolla palese, soprattutto nelle grandi produzioni. Il costo degli avvocati non è facile da affrontare, così come il giudizio del pubblico. Quindi il minestrone o remix può essere la soluzione giusta. A meno che qualcuno non se ne accorga…

 

Un Minestrone di cinema
Difficile pensare in un furto deliberato all’interno di un capolavoro del cinema, giusto? Il disastro sarebbe assicurato. Eppure i prodotti mediali sono pieni di collegamenti a opere scritte, pubblicate e proiettate in precedenza. Lo stesso Star Wars, ad esempio, è pieno di scene che rimandano ad altre opere come Metropolis e Flash Gordon. Sembra impossibile. Ma guarda questo video su Youtube.

Certo, le scene sono differenti ma le inquadrature lasciano intendere un ampio riferimento a tecniche di provato successo. Questo ovviamente non è un vero e proprio copia-incolla: in alcuni casi il regista conferma il rimando e trasforma la citazione in una vera e propria forma d’arte.

Forse hai già capito di chi sto parlando: Quentin Tarantino. Il regista di Pulp Fiction non ha mai nascosto la sua passione per le pellicole western e di arti marziali, così come non ha negato il suo desiderio di attingere a piene mani da questa cultura cinematografica. Il risultato lo puoi ammirare in questa sintesi dedicata a Kill Bill.

 

Il plagio musicale
Ovviamente c’è una netta differenza tra il gioco di rimandi sottili di Quentin Tarantino e il plagio. Ovvero un argomento che attraversa da sempre il mondo della musica. La galleria dei presunti plagi è ampia, e investe tutti i generi. Anche gli intoccabili.

George Harrison dei Beatles, in punto di morte, dichiarò che I Feel Fine prendeva ispirazione da un brano di Bobby Parker. I Pearl Jam hanno ripreso Going To California dei Led Zeppelin con il brano Given to Fly, mentre Al Bano trascinò in tribunale Michael Jackson per un presunto plagio della sua canzone I Cigni di Balaka (fonte).

In un primo momento Will You Be There fu dichiarata plagio dato che c’erano ben 37 note di seguito identiche. Un secondo giudizio ribaltò la condanna e dichiarò che entrambe avevano preso ispirazione da Bless You For Being an Angel, canzone del 1939 senza copyright.

 

Copiare tecnologia
Ci sono altri casi noti e meno noti di plagio nel mondo della musica, ma questo fenomeno si espande anche nel mondo delle nuove tecnologie. La Apple è stata accusata di aver copiato Google: iOS7, secondo il giudizio di alcuni, è simile ad Android. Troppo simile. In effetti, le somiglianze ci sono: i colori dell’iOS ricordano quelli del sistema operativo di Mountain View, così come il sistema del blocco tastiera, il multitasking e la sezione del comando centrale.

La rincorsa tra giganti colpisce ancora: Samsung inserisce S Health, un sensore per misurare battiti cardiaci, viene ricalcato fedelmente da Healthbook della Apple montato su iOS8 (quindi palesemente copiato).

D’altro canto anche la Samsung prende ispirazione dalla Apple e pubblica Flow, una tecnologia che permette di trasferire telefonate e pagine web dallo smartphone a un altro device. Più o meno quello che fa Apple Continuity. Una delle citazioni preferite di Steve Jobs: i bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano. Però ogni tanto qualcuno se ne accorge!

 

Il remix è necessario?
Il concetto è semplice: impossibile innovare da zero. C’è sempre un rimando a qualcosa di precedente, c’è sempre la necessità di appoggiarsi a qualcuno che ha percorso una strada precedente.

Ho visto così lontano, sosteneva Newton, perché sono salito sulle spalle dei giganti: questa è la regola che consente al mondo di innovarsi, di migliorarsi, di cambiare in meglio. Forse quello che manca è un po’ di onestà intellettuale, si può creare tanto valore pur prendendo spunto da chi ci ha preceduto: Quentin Tarantino insegna.

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