Le grandi riviste che non si trovano più in edicola

Le grandi riviste che non si trovano più in edicola. Il nostro mondo è fatto di informazioni. La nostra vita è fatta di dati che ci permettono di prendere decisioni, di acquisire le notizie utili per sfruttare al massimo le nostre risorse. Da dove prendiamo questi dati? Dalle fonti, e tra queste ci sono anche le edizioni su carta.

Le riviste, ad esempio, sono una fonte di informazioni storiche, e anche con l’arrivo di internet le riviste hanno mantenuto la propria presenza nelle edicole di mezzo mondo. Sono ancora un formato cartaceo largamente utilizzato. Esistono riviste legate alla cronaca rosa, riviste tecniche, riviste di approfondimento socioeconomico…

Il progresso, però, lascia vittime sul campo e ormai non si contano più le riviste che hanno abbandonato la scena. Hanno fatto la storia dell’editoria, hanno cambiato le regole della comunicazione, ma hanno passato il testimone e oggi sono nell’Olimpo delle edicole. Ve le ricordate? Noi ne abbiamo selezionate sette.

1. Epoca

Iniziamo con una rivista settimanale di attualità e cultura firmata da Arnoldo Mondadori Editore che è stata in edicola dal 1950 al 1997. Epoca è un nome da ricordare perché è stata una delle prime riviste a puntare su una soluzione visual completamente differente: carta lucida. molto colore, servizi fotografici in esclusiva. Nella prima redazione si trovava anche Enzo Biagi, il grande giornalista.

Negli anni Novanta la redazione di Epoca si caratterizza per la sua ventata innovativa: fu il primo settimanale italiano ad avere una versione consultabile da computer, ma i successi di fine novecento si esaurirono nella seconda metà degli anni Novanta. Un vero peccato.

2. Life

Storica rivista americana dedicata prima agli interessi generali con uno stampo umoristico (dal 1883 al 1936), e poi al foto giornalismo. Il Time è passato alla storia grazie ai servizi pubblicati sulla Seconda Guerra Mondiale: il direttore John G. Morris diede alle stampe i servizi dello sbarco in Normandia e le foto di Robert Capa. Con vicende alterne e pubblicazioni sporadiche rimase in edicola fino al 2007.

3. Il Musichiere

Un’altra rivista della scuderia Arnoldo Mondadori Editore. Il nome tradisce l’argomento fondamentale: questa rivista fondata del 1959 si focalizzava sugli argomenti legati al mondo musicale, e nasce intorno al successo dell’omonima trasmissione. Il presentatore, Mario Riva, partecipava alla rivista con la posta dei lettori.

Il Musichiere fu uno dei primi esempi di prodotto editoriale con gadget in omaggio. All’epoca, infatti, regalavano dei flexy-disc con una canzone registrata. Molti furono gli artisti lanciati con questo metodo, ma con la morte di Mario Riva nel 1960 chiusero la rivista e la trasmissione.

4. La Domenica del Corriere

Pubblicato la prima volta nel 1899 e chiuso nel 1989, la Domenica del Corriere – il settimanale degli italiani – è stato per molti anni il giornale degli italiani, di tutta la popolazione alfabetizzata. Ha avuto direttori illustri come Maurizio Costanzo, Indro Montanelli, Paolo Mosca e le copertine dei suoi disegnatori (Walter Molino e Achille Beltrame) sono ancora molto ricercate.

5. Corriere dei Piccoli

Quasi un secolo di storia. Il primo numero de Il Corriere dei Piccoli (conosciuto anche come Corrierino o CdP) vide la luce nel 1905 e terminò le pubblicazioni 1995. Il target del Corriere dei Piccoli era ovviamente un pubblico di minori e divenne un punto di riferimento per diverse generazioni di ragazzi grazie a pubblicazioni senza tempo come Gli Aristocratici, Bilbolbul, Gianconiglio, Italino, Lady Love.

In tutti questi anni il Corriere dei Piccoli ha attraversato diversi stili, ha arricchito le pubblicazioni con inserti (impossibile dimenticare il Corrierino Scuola dedicato agli appunti didattici). In occasione dei suoi cento anni, anche se non compiuti, le Poste Italiane hanno dedicato una serie di francobolli al Corriere dei Piccoli.

6. Menelik

Un pezzo di storia italiana. Menelik era una rivista con uscite settimanali fondata negli anni Sessanta da Adelina Tattilo, un personaggio che si è sempre battuto per la trasformazione dei costumi sociali e sessuali. Su Menelik, infatti, venivano pubblicati racconti erotici nei quali spiccava la figura di Bernarda. Picco di copie vendute a settimana: centomila.

Ora continuate voi la lista nei commenti!

Precedente Successivo

Lascia un commento