Photoshop: 25 anni di fotoritocco

Photoshop: 25 anni di fotoritocco. Che mondo sarebbe senza Photoshop? Sono passati ben 25 anni da quando è stata pubblicata la prima versione di Photoshop, un programma di fotoritocco che ha cambiato le sorti del visual. Fino a pochi anni fa era l’unico strumento degno di nota per modificare le immagini: è stato copiato, è stato semplificato, in alcuni casi ha assunto anche una valenza negativa. Ma Photoshop è stato ed è il protagonista della comunicazione visuale.

La sua caratteristica principale: la possibilità di simulare un piano di lavoro. Al centro hai l’immagine, ai lati i vari strumenti richiamati da una toolbox semantizzata. Per tagliare ci sono le forbici, per disegnare a mano libera la matita e così via. Poi ci sono i livelli che puoi sovrapporre, la bacchetta magica per selezionare solo alcune sezioni dell’immagine e altre mille funzioni. Photoshop è famoso proprio per questo: non finisce mai di stupire, potresti studiarlo per anni e scoprire sempre qualcosa di nuovo.

Anche perché il programma Photoshop è una continua evoluzione. Dalla sua prima versione si sono susseguite diverse versioni che hanno aggiunto, migliorato, smussato difetti e definito potenzialità che tutti i creativi hanno usato. Questo, infatti, è il primo sinonimo di Photoshop: creatività. Possibilità di modificare qualsiasi elemento visual.

 

 

Un programma che modifica la società


Il successo di questo software può essere misurato dal fatto che ha modificato anche gli usi e costumi delal vita quotidiana. Anche il lessico si è arricchito. In un’agenzia stampa è facile sentir dire: “Dai, questa foto è stata photoshoppata”. Ovvero è stata modificata attraverso il programma Photoshop. Un programam che ha fatto la fortuna dei volti noti che vogliono apparire senza difetti: ormai è impossibile pubblicare una foto su tabloid e riviste senza un passaggio attraversi filtri di questo programma.

Fonte: Vanity Fair

Lo star system impone una presenza brillante, una presenza senza smagliature e senza pecche. Ed ecco che il programma di fotoritocco più famoso del web si mette all’opera: Vanity Fair ha raccolto i casi più famosi e i risultati sono veramente interessanti. Madonna sembra una ragazzina, Magan Fox acquista una pelle morbida come la seta, Penelope Cruz perde tutte le imperfezioni, George Clooney perde 20 anni: una volta c’era solo i make up, oggi Photoshop è il vero elisir di lungavita.

Anzi, Photoshop è la metafora della nostra società. Apparire, non essere. Farsi conoscere come elemento sospeso nel tempo. Basta dare l’idea, l’immagine della nostra bellezza. Poi i vip rimangono isolati nelle loro dimore, nelle torri d’avorio, lontani dalla massa che deve essere alimentata da immagini modificate ad arte. Ecco, su questo punto ci sarebbe qualcosa da dire.

 

 

Quando il fotoritocco sbaglia tutto


Partiamo da un principio base: Photoshop è una forza, ma è gestito sempre dagli esseri umani. Permette di modificare le foto in qualsiasi modo, offre numerosi possibilità per dare alle persone l’idea che hai in testa: ma la manualità dell’operatore può sempre fallire. L’errore è dietro l’angolo e basta una distrazione per pubblicare un disastro.

Quando tutto si muove sul web c’è sempre la possibilità di modificare in pochi minuti, ma quando l’errore viene stampato su carta e pubblicato su un tabellone pubblicitario o su un giornale di tiratura nazionale il disastro è assicurato.

 

Fonte: La Repubblica.it

 

La galleria degli orrori è senza fine: uno dei casi più comuni è quello della mano che viene dimenticata nel quadro e trasforma il protagonista in un essere dal triplice arto. Ma questo accade anche con gambe e braccia. Esigenze dello star system, dicevamo, ma anche vezzo delle pubblicazioni che cercano l’immagine perfetta per colpire i lettori.

Poi ci sono le proporziuoni: bocche smisurate, gambe sbilenche, girovita che mostrano senza misteri il tocco incisivo del fotoritocco. Un classico: la mano poggiata sulla spalla che corrisponde al braccio dell’uomo invisibile. La regola base controllare mille volte prima di pubblicare. Ma non sempre viene rispettata, e i risultati si vedono.

 

Che mondo sarebbe senza Photoshop?

La domanda iniziale. Certo, ci sono dei lati negativi nell’uso smodato di Photoshop: si rischia il pasticcio grafico se non si usano le giuste attenzioni. Ma la creatività avrebbe una marcia in meno senza questa suite di fotoritocco. E per festeggiare i sui 25 anni la Adobe ci regala un piccolo assaggio: buona visione.

 

Fonte immagine in copertina: http://blogs.adobe.com

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